Le nuove tecniche di disinformazione dei Mass Media … (di Davide Gionco)

di paolopolitiblog

scenarieconomici.it 15.7.18

Le moderne tecniche di disinformazione tramite i mass media

Abbiamo tradotto per voi questo testo che descrive le moderne tecniche di disinformazione utilizzate dai servizi segreti russi, secondo le indicazioni fornite dal CEPA(Centro per le Analisi Politiche Europee).
http://infowar.cepa.org/Techniques
Il CEPA è un organismo legato agli USA avente la missione di promuovere i legami politici fra i paesi dell’Europa centro-orientale.
Al di là della posizione di parte del CEPA, queste indicazioni fanno riflettere su come sia possibile utilizzare anche i social media per diffondere la disinformazione, essendo evidente che anche altri governi potrebbero adottare le stesse tecniche.
Nello specifico la nostra sensazione è che queste tecniche siano diffusamente utilizzate sulle televisioni italiane e sui principali giornali mainstream per affermare la validità di idee favorevoli all’attuazione delle politiche economiche neoliberiste ed all’Unione Europea che le impone ai vari popoli europei.

Buona lettura.

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La disinformazione e la nuova propaganda possono assumere molte forme, dall’uso di immagini false o titoli fuorvianti, a tecniche di social media che creano l’impressione che la “maggioranza” capisca un problema in un certo modo.
Nella camera di risonanza che è il moderno spazio informativo la diffusione della disinformazione è facile come un ‘mi piace’, un ‘tweet’ o una ‘condivisione’.
Ecco alcune delle tecniche più comunemente utilizzate dal Cremlino per diffondere storie false e disinformazione:

Ping pong
L’uso coordinato di siti web complementari per immettere e rilanciare una falsa notizia nei circuiti informativi tradizionali.

Il lupo che grida al lupo
La denigrazione di un individuo o istituzione su qualcosa che fai anche tu (“anche loro lo fanno”).

Il titolo fuorviante
I fatti o le affermazioni dell’articolo sono corrette, o per lo più corrette, ma il titolo è fuorviante.

Nessuna prova
Si riportano fatti o affermazioni non corredati di prove o fonti.

Le carte impilate
I fatti o le affermazioni sono parzialmente vere, ma l’informazione viene offerta in modo selettivo o i fatti chiave vengono omessi.
Tipicamente il Cremlino utilizza questa tecnica per guidare il pubblico verso una conclusione che si inserisce in una narrativa prefabbricata o falsa.

Fatti falsi
I fatti o le affermazioni sono false.
Ad esempio, un’intervista menzionata in un articolo che non ha mai avuto luogo, un evento o un incidente riportati in una notizia che in realtà non si sono verificati.

Immagini false
E’ una variante dei “fatti falsi”. Questa tecnica utilizza l’uso di materiale visivo provocatorio falso o manipolato. Il suo scopo è dare maggiore credibilità a un fatto o ad una narrativa falsa.

Negazione dei fatti
E’ una variante dei “fatti falsi”. Si verifica quando i fatti reali vengono negati o falsamente sminuiti. Si potrebbero riportare i fatti di un evento, invece si tenta di screditare la loro veridicità.
In alternativa si dà una loro reinterpretazione per ottenere lo stesso effetto: stabilire un dubbio tra il pubblico sulla veridicità di un fatto o di una narrazione.

Esagerazione ed eccessiva generalizzazione
Questo metodo usa la drammatizzazione. Solleva falsi allarmi o usa una particolare premessa per delineare una conclusione.

Il tutto per una parte
E’ una tecnica correlata a quella precedente. Un esempio: ritrarre le opinioni di un singolo giornalista o esperto come il punti di vista ufficiale o la posizione di un governo.

Cambiare la citazione, l’origine o il contesto
I fatti e le dichiarazioni sono citati da altre fonti, ma sono ora diversi dall’originale o non tengono conto delle ultime modifiche editoriali.
Ad esempio: una citazione è corretta, ma la persona a cui è attribuita è non è la stessa o il contesto di una citazione è alterato in modo da cambiare il suo significato o il significato nella notizia originale.

Uso di parole o metafore pesanti
Uso di espressioni e metafore per supportare una falsa narrazione o nascondere quella vera; per esempio, usando un termine come “morte misteriosa” invece di termine precisi come “avvelenamento” o “omicidio” per descrivere i fatti di una notizia.

Ridicolizzare, screditare, sminuire

Marginalizzare fatti, affermazioni o persone attraverso la derisione, il soprannome (ad esempio argumentum ad hominem), o minando la loro autorità. Ciò include l’uso dell’umorismo tradizionale e dei nuovi media, al fine di screditare i meriti non sostanziali.

Benaltrismo
Usare falsi confronti per supportare una narrativa prefabbricata o giustificare atti e scelte politiche; ovvero: “E’ possibile che noi siamo cattivi, ma altri sono altrettanto cattivi” oppure “L’annessione della Crimea è stata esattamente come l’invasione dell’Irak”.
Questa tecnica è spesso accompagnata da un attacco “ad hominem”.

Riciclaggio narrativo
Nascondere e “ripulire” la provenienza di una fonte o di un’affermazione.
Succede quando un cosiddetto “esperto”, di dubbia integrità, presenta falsi fatti o narrative come fossero la verità. Spesso questo accade quando i punti di propaganda richiamano il formato dei media mainstream.
Una tecnica comune è quella di presentare un ospite “esperto” o “specializzato” in un programma TV sulla base della quale il falso fatto o la falsa narrativa può essere riconfezionata per una più ampia distribuzione.
Ad esempio, “I media austriaci scrivono che …” o “Un noto esperto politico tedesco dice che…”

Sfruttare il bilanciamento
Questa tecnica è usata quando i principali organi di informazione tradizionali cercano di “bilanciare” le loro notizie presentando dei propagandisti di professione, dei falsi giornalisti o dei falsi esperti.
L’effetto è quello di immettere in una notizia o in un dibattito di per sè legittimi dei fatti falsi o delle false narrative.
Questa tecnica è comune nei format televisivi che presentano dibattiti fra posizioni contrapposte. In questo modo i propagandisti sabotano uno scambio in buona fede fra diverse opinioni.

Presentare le opinioni come fatti (e viceversa)
Un’opinione è presentata come un fatto per far affermare una narrazione oppure un fatto è presentato come una opinione per screditare una narrazione.

Teorie della cospirazione
Utilizzo di voci, leggende o affermazioni di cospirazione al fine di distrarre o costernare il pubblico.
Ad esempio: “La NATO vuole invadere la Russia;” “Gli Stati Uniti hanno creato il virus Zika;” “Le agenzie segrete baltiche stanno infettando i computer russi con i virus” o “La Lettonia vuole inviare la sua popolazione russa nei campi di concentramento”.
Una variante di questo la tecnica è una cospirazione al contrario – o il tentativo di screditare una narrativa di notizie fattuali etichettandola come una cospirazione.

Salire sul carro.
Creare l’impressione che la “maggioranza” preferisca o capisca un problema in un certo modo. La presunta “saggezza della maggioranza” porta a rendere credibile una conclusione o una falsa narrativa; ad esempio: “La gente chiede …” “La gente desidera …” o “La gente lo sa molto bene”.

Falso dilemma
Costringere il pubblico a una falsa scelta binaria, in genere “noi” o “loro”.

Annegare i fatti nelle emozioni
Una forma della fallacia “appello alle emozioni” è quando una notizia viene presentata in un modo così emotivo che i fatti perdono la loro importanza.
Ad esempio è il “caso Lisa”, in cui falsi immigrati musulmani in Germania hanno riferito di aver aggredito sessualmente una ragazza russa. Anche se l’evento è stato totalmente inventato, il suo fascino emotivo distrae il pubblico dall’assenza di fatti probanti.
Le varianti comuni di questo metodo evocano la nostalgia post-sovietica nell’Europa centrale e orientale o alimentano il timore collettivo di una guerra nucleare.

Creazione del contesto
E’ una tecnica comunemente utilizzata nei telegiornali.
Si crea il contesto per una narrazione prefabbricata, facendo precedere (o seguire) ad essa una notizia tale da modificare il significato delle narrazione.
Ad esempio, per trasmettere il messaggio che i recenti attacchi terroristici in Europa sarebbero stati il risultato del fatto che degli Stati membri dell’Unione Europea non collaborano con la Russia, che sta aiutando a combattere l’ISIS in Siria.
Quella notizia è stata preceduta da dei commenti sugli attacchi di Bruxelles del marzo 2016, descrivendo il successo della Russia in Siria e la sua capacità di combattere efficacemente l’ISIS.

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