obblighi vaccinali e profilassi internazionale 4

Di bortocal15

facendo ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge della Regione Puglia che prevede l’obbligo della vaccinazione per gli operatori sanitari, questo governo – che si poteva credere favorevole all’autonomia regionale e invece no – ha obiettato che la legge pugliese “imponendo obblighi di vaccinazione, eccede dalle competenze regionali e interviene in un ambito nel quale sono prevalenti gli aspetti ascrivibili ai principi fondamentali in materia di tutela della salute e di profilassi internazionale, riservati alle competenze legislative dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma terzo, e comma secondo, lettera q), della Costituzione”.

lo avevamo gia` visto in un post precedente
https://corpus15.wordpress.com/2018/08/08/vaccinare-gli-operatori-sanitari-lobbligo-vaccinale-tra-costituzione-e-autonomia-regionale-2-272/

ma avevo rinviato l’esame dettagliato di questo punto.

. . .

ecco, prima di tutto il passaggio della Costituzione (nella pasticciata riforma Bassanini del 2001), che viene citato:

Art. 117.
1. La potesta` legislativa e` esercitata dallo Stato e dalle Regioni […]
2. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: […]
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; […]
3. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:
[…] tutela della salute; […]
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta` legislativa, salvo che per la determinazione dei princıpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

ad una prima lettura il senso generale di queste disposizioni pare chiaro: in campo sanitario lo stato ha riservata in esclusiva la determinazione dei princıpi fondamentali, tra i quali rientra certamente anche l’introduzione dell’obbligo vaccinale per alcune malattie.

e` difficile pensare pero` (secondo me) che la decisione di vaccinare obbligatoriamente anche gli operatori sanitari appartenga addirittura ai principi fondamentali nel campo della tutela della salute.

quindi umilmente dico la mia opinione: che le regioni italiane sono libere di decidere se aggiungere o no questo strumento alle forme di tutela della salute pubblica.

e che il tentativo statale di impedirglielo e` inaccettabile.

. . .

ma rimane allora la riserva costituzionale sul potere esclusivamente statale di definire le forme di profilassi internazionale prevista dal comma 2 q.

il contesto in cui e` inserito il riferimento fa tuttavia pensare che questo coma non conferisce allo stato la competenza esclusiva di determinare le forme di profilassi delle malattie da adottare all’interno, ma soltanto quelle riferibili ai confini: essa stabilisce, a quanto capisco, che tocca esclusivamente allo stato definire a quali forme di profilassi debbano essere sottoposti gli stranieri che entrano nel nostro territorio.

un aspetto, fra l’altro, che la legge Lorenzin sugli obblighi vaccinali ha totalmente trascurato, omettendo di indicare le vaccinazioni necessarie per poter entrare nel nostro territorio.

. . .

ma proviamo ad accettare una lettura molto estensiva di questa disposizione e ammettiamo che qui si intenda dire che tocca allo stato in via esclusiva decidere quali forme di profilassi adottate fra quelle proposte a livello internazionale.

(lettura comunque assurda, visto che lo stato ha comunque riservata la competenza sui principi generali della tutela della salute).

e` una buona occasione per fare il punto su questo aspetto della questione, abbastanza trascurato dagli entusiasti tifosi del vaccinismo ad oltranza, incapaci di entrare nel merito delle questioni e di analizzare bene i diversi aspetti del problema.

per profilassi internazionale si intende, secondo il piu` autorevole dizionario giuridico italiano, il Brocardi, l’insieme delle procedure mediche adottate a livello internazionale per prevenire l’insorgere e la diffusione di malattie: quindi non soltanto le vaccinazioni, ma molte altre forme di intervento, come la disinfestazione, la disinfezione, la sterilizzazione e la chemioprofilassi, che si affiancano alla imunoprofilassi, comunemente detta vaccinazione.

occorre dunque fare certaente riferimento all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese), agenzia speciale dell’ONU per la salute, fondata il 22 luglio 1946 ed attiva dal 7 aprile 1948 con sede a Ginevra e attualmente governata da 194 stati membri attraverso l’Assemblea mondiale della sanità.

ha una funzione di vigilanza sanitaria, e può emettere avvisi alle autorità sanitarie dei paesi membri relativi ai rischi pandemici; ha una Divisione delle sostanze terapeutiche, profilattiche e diagnostiche.

l’elenco delle ergenze sanitarie di diverso livello di pericolosita` segnalate dall’OMS e` consultabile qui: http://www.who.int/emergencies/crises/en/

ma l’elenco delle affettive situazioni gravi dal punto di vista sanitario si confonde con l’atroce elenco delle guerre e delle aggressioni in corso contro i paesi piu` poveri del mondo.

nessuna segnalazione di emergenza sanitaria e` stata lanciata dall’Organixxazione Mondiale della Sanita` per l’Italia, ma neppure per l’Europa.

del resto, il piano globale vaccinale dell’Oms raccomanda che ogni paese approvi un piano individuale di programmazioni vaccinali basato sulla situazione epidemiologica, il che vuol dire che l’approccio è basato sul contesto nazionale oggettivo del paese.

tuttavia la direttrice regionale per l’Europa dell’Oms ha dichiarato di essere felice di conoscere il nuovo Piano vaccinale italiano 2017-2019 che identifica l’eradicazione del Morbillo e della Rosolia come un obiettivo politico del Paese.
L’obiettivo fondamentale è l’eradicazione e tutti gli sforzi che dobbiamo affrontare ora devono essere indirizzati a tale eliminazione, grazie ad una forte copertura vaccinale”.

parole da condividere, ma non ne deriva automaticamente che sia opportuna l’introduzione dell’obbligo per 10 vaccini come strategia per aumentare la diffusione delle vaccinazioni contro morbillo e rosolia, ne` tanto meno che l’obbligo porti all’esclusione dalle scuole per l’infanzia dei bambini non vaccinati.

e tutto questo, perdipiu`, in un momento nel quale le due malattie erano comunque gia` in forte remissione spontaneamente e gia` tornate, nell’ultima settimana di luglio 2017 a livelli di assoluta normalita`, con 17 casi in tutta Italia, come negli anni precedenti all’inizio di questa modestissima epidemia.

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concludo, infatti, questa rapida riflessione sugli aspetti internazionali della profilassi ricordando i principi politici inviolabili validi a livello internazionale in campo sanitario.

e` importante farlo perche` sinora sento molti medici e qualche adepto della dittatura vaccinale richiamare l’autorita` della scienza (che non intendo mettere in discussione), e deridere coloro che dicono, come me: non sono un medico, ma…

ma sento pochissimi medici, per non dire quasi nessuno, dire: non sono un giurista, non sono un politico, ma…

eppure, con buona pace dei medici, la decisione su una legge, anche quelle sugli obblighi vaccinali, e` una decisione politica, perche` sociale, e non e` una decisione medica.

. . .

non basta osservare che una forma di intervento e` utile socialmente alla tutela della salute per renderla obbligatoria, perche` questa utilita` va bilanciata con altre forme di tutela, che possono essere giudicate egualmente importanti.

la pretesa di una classe medica tendenzialmente abituata a disporre del paziente a propio insidacabile giudizio e quella di una plebe aizzata dall’agitazione di false paure, una dopo l’altra, e` quella di vaccinare sempre e comunque tutti gli altri, per sentirsi sicura in una bolla di presunta intoccabilita` e quasi imortalita` di diritto.

e` una forma del narcisismo arrogante di massa che si diffonde nel mondo benestante, non troppo diverso da razzismo ed emarginazione dei diversi.

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Costituzione Italiana, 1948   Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita` […].
Nessuno puo` essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non puo` in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

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Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, 1948   Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo (…) alle cure mediche e ai servizi sociali necessari.

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Convenzione di Oviedo, del Consiglio d’Europa, 1997    Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina   Art. 5   Regola generale
Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.
Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.

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