il tradimento di internet e un incubo al silicio 2: Google e i progetti Dragonfly e Moven

dal blog di Bortocal-15

finiremo colpiti da droni intelligenti che ci individuano sulla base delle nostre ricerche in internet?

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il progetto “Libellula” (“Dragonfly”) che controlla e riorienta le ricerche degli utenti è stato preparato da Google per la Cina e doveva rimanere segreto, ma e` stato scoperto dal portale d’inchiesta “The Intercept“, che ha rivelato che ci stanno lavorando ben 215 dipendenti.

vi era stato in primavera un primo incontro col governo cinese per discuterlo a grandi linee, e un secondo incontro a dicembre ha fatto il punto sullo stato dei lavori.

a questo punto Google ha ammesso che esiste, non poteva fare diversamente, dopo che il New York Ties ha pubblicato la lettera di alcuni dipendenti in fermento, che hanno perfino precisato che e` gia` pronto cioe` gia` potenzialmente operativo, dopo che l’azienda lo aveva negato, ma questa ha allora assicurato che il lancio di un prodotto simile in Cina non è nemmeno vicino.

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la Cina, la potenza leader mondiale del futuro, e` il laboratorio di massa perfetto per vedere in opera le applicazioni  di internet per il controllo politico diffuso.

lascio da parte al moento il progetto cinese, in via di sperimentazione su larga scala, di premi e punizioni sociali attribuite anche grazie al controllo capillare dei coportamenti che internet permette.

la legge cinese prevede di “rendere Internet un editore di teorie scientifiche, mantenere la stabilità sociale e promuovere la costruzione di una società socialista armoniosa”.

e` la Legge sulla sicurezza informatica della Repubblica Popolare Cinese del 2016, che ha creato il principio della sovranità del cyberspazio, istituito un sistema di sicurezza per l’infrastruttura di informazioni chiave, norme per la trasmissione transnazionale di dati nell’infrastruttura di informazioni critiche e, di conseguenza, definito gli obblighi di sicurezza dei fornitori di prodotti e servizi internet.

insomma la Cina non nessuna intenzione di lasciare libero spazio ne` alle fake news ne` al gusto per le risse virtuali: ama ancora l’armonia sociale confuciana.

non solo, come ho verificato dal vivo nei miei viaggi e come ben sa mia figlia Sara che ci e` vissuta cinque anni, l’accesso a diversi social network occidentali e` impossibile: ad esempio Google e` esclusa dal mercato cinese, e dunque anche l’uso di gmail e` impossibile: per restare collegati via mail all’occidente durante un viaggio in Cina, e` opportuno aprire un indirizzo mail altrove e incrociare le dita.

ma c’e` anche il “Great Firewall”, cioe`, affettuosamente, dal punto di vista cinese, la Grande Muraglia; una specie di antivirus che pero` filtra alcune parole chiave considerate pericolose.

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il sistema studiato da Google, per provare a rientrare eventualente nel mercato cinese, indirizza l’utente, sulla base delle parole ricercate da lui, verso le informazioni scelte dal governo.

per usare google sui cellulari sarà necessario registrarsi ed effettuare un login, far conoscere la propria geolocalizzazione e condividere la cronologia delle ricerche.

le informazioni raccolte dagli utenti vengono dirottate verso Taiwan, in un’azienda cinese dedita alla revisione e al controllo dei dati e che, in partnership con Google, ha anche il compito di aggiornare e mantenere la blacklist dei contenuti che il motore di ricerca non deve restituire agli utenti: ad esempio parole come “protesta studentesca”“diritti umani” e “premio Nobel”.

in altri casi, ad esempio i dati sull’inquinamento, verrebbero forniti dal sistema sarebbero soltanto quelli degli organismi ufficiali del governo.

il secondo elemento inquietante è che le parole ricercate da un utente sarebbero associate al suo numero di cellulare con la possibilità di creare un enorme database con numeri di telefono e ricerche associate.

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ma sarebbe ridicolo pensare che il problema che il Dragonfly apre riguardi solo la Cina.

sinceramente mi sembra eccessivo lo scandalo che qualcuno fa intorno a questo secondo aspetto, ad esempio la Fondazione Nenni.

ad aprile 3mila dipendenti di Google hanno sottoscritto un appello all’azienda perche` rivedesse il progetto Maven, di collaborazione con il Pentagono, e ben 12 si sono addirittura dimessi, non ritenendo di poterci continuare a lavorare: del quale non si sa molto, dato che questi progetti proseguono segretamente.

e tuttavia basta quel che se ne sa per far venire davvero i brividi:

e` un sistema di intelligenza artificiale per i droni militari di prossima generazione che integra le tecnologie per il riconoscimento di obiettivi sensibili con i processi di elaborazione di big data.

ve lo dico in un italiano piu` chiaro: gli obiettivi da colpire saranno scelti da droni intelligenti sulla base dell’analisi dei dati delle ricerche internet degli utenti opportunamente localizzati sulla base dei loro numeri di telefono!

ah, se soltanto la gente comune sapesse!

di questo progetto si dovrebbe parlare ben piu` che del progetto destinato alla Cina…

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e` del tutto evidente che questa associazione tra l’uso di internet degli utenti e i loro numeri di telefono viene gia` fatta da Google anche nel mondo occidentale, solo che i dati relativi, al momento, nel nostro mondo non vengono messi a disposizione dei governi che non sembra che li richiedano, a quanto pare ufficialmente o almeno non in via ordinaria – salvo quanto appena visto – (e diverso credo sia il caso se si sospetta qualcuno di terrorismo).

ma vengono venduti da Google alle aziende che ne fanno richiesta, a fini di promozione delle loro vendite e dei loro servizi a pagamento.

in questo Google non fa niente di diverso da quel che praticano abitualmente tutti i social network, che ricavano da questo enorme spionaggio online i loro enormi profitti.

abitualmente (salvo che in wordpress) la richiesta del numero di telefono e` un requisito necessario per l’iscrizione, ma meglio ancora funziona whatsapp, che realizza questo conrollo su essaggi che vengono direttamente inviati col cellulare.

e, del resto, quando usiamo internet direttamente dal cellulare, che cos’altro facciamo se non associare le nostre ricerche al nostro nuero di telefono?

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scandali recenti hanno poi rivelato che fra gli acquirenti di questo tipo di informazioni ci stanno anche aziende informatiche che lavorano al servizio della politica di tipo occidentale e del nostro tipo di democrazia rappresentativa, che e` gia` diventata niente di sostanzialente diverso da una offerta di mercato.

i partiti occidentali sono gia` aziende che acquistano online i voti degli elettori sulla base di algoritmi che decidono momento per momento quel che vogliono sentirsi dire, come in una colossale borsa telematica delle opinioni e dei pregiudizi di massa.

quanto alle scelte concrete, come ben vediamo tutti i giorni, quelle sostanziali hanno ben poco a che fare con la propaganda di sopra, ma rispondono agli input di ben altri centri di potere, che hanno ben poco a che fare con gli elettori.

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e questo non e` l’ipotetico mondo di un futuro da temere, ma il presente in cui tutti viviamo.

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questo post e` ricavato da Google sta preparando lo strumento di censura definitivo di Federico Marcangeli https://fondazionenenni.blog/2018/09/21/google-sta-preparando-lo-strumento-di-censura-definitivo/ e poi arricchito con altre informazioni: 

https://www.wired.it/internet/web/2018/09/25/dragonfly-google-cina-memo/,

https://www.filodiritto.com/articoli/2018/09/il-caso-dragonfly-ed-il-caso-maven-google-e-la-negoziazione-coi-principi-etici.html,

http://www.ictbusiness.it/cont/news/dragonfly-fa-ancora-piu-paura-chrome-si-difende-dalle-accuse/42237/1.html#.W6unEWgzZdg

e` il completamento perfetto del precedente, quindi sarebbe stato semplicemente coerente che lo avessi inserito li` dentro.

ma quel post, che giudico fondamentale come tentativo di comprendere che cosa ci sta succedendo attorno, e` troppo lungo secondo le regole della counicazione sincopata internettiana; inoltre l’informazione importantissima che merita la notizia che do qui si sarebbe persa senza adeguato rilievo.

ecco dunque che chiedo ai miei volenterosi lettori, ben di meno dei 25 di manzoniana memoria, di sobbarcarsi la lettura di due post al prezzo (di attenzione) di uno!

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