Fucilare i bambini palestinesi non è reato

dal blog https://www.lantidiplomatico.it

Li uccidono così, fucilandoli a freddo. Adulti e bambini senza distinzione, tanto sono palestinesi!

Sanno che per i loro continui crimini, anche se a volte configurabili come crimini di guerra, altre come crimini contro l’umanità non pagheranno alcun prezzo.

Chi sono questi serial killer finora impuniti? sono i soldati di Tsahal, le forze armate israeliane.

Ieri ne hanno uccisi sette di palestinesi inermi. Il più giovane non aveva ancora 12 anni, praticamente un cucciolo, il più vecchio ne aveva 26. Ma nessuna sanzione arriverà a fermare il grilletto dei killer, cecchini cui Israele ha dato mandato di colpire i palestinesi che manifestano lungo la linea dell’assedio.

Manifestano per rivendicare ciò che NON dovrebbe neanche essere chiesto, se l’ONU avesse un senso, perché è già loro dovuto.

Chiedono, anzi giustamente pretendono, il rispetto di due diritti essenziali e ritenuti tali da più Risoluzioni della Nazioni Unite, il diritto alla libertà e il diritto al ritorno nelle terre che furono costretti ad abbandonare.

Solo ieri i criminali israeliani ne hanno feriti circa 500 portando a oltre 20.000 il numero dei feriti complessivi della Grande marcia per il ritorno, e uccisi altri sette portando la strage di inermi, solo lungo il border, a quasi 200 martiri.

Numeri da guerra e non da due ore di manifestazione. Una vergogna insopportabile per uno Stato democratico, ma Israele non prova vergogna, perché Israele è uno Stato etnocratico e NON democratico. Sarebbe ora di dirlo a voce alta e di pretendere, dati alla mano, che le nostre istituzioni facciano altrettanto. La vergogna non appartiene a Israele se uccide o ferisce centinaia di “goym”, cioè di non ebrei, alias di non appartenenti al popolo eletto, a maggior ragione se questi sono “solo” dei palestinesi, ma appartiene a chi si riconosce nei valori democratici e per questo prova indignazione oltre che umano dolore.

Ma, al di là dell’indignazione che, in quanto democratici sinceri, proviamo davanti a tale efferata e non sanzionata violenza, cerchiamo di capire a cosa mira Israele. Non è sufficiente fermarsi all’osservazione sociologica di un dato incontestabile, e cioè ia sua sempre più evidente deriva verso una pratica a dir poco nazistoide, per dare una spiegazione convincente circa la strategia che determina tanta criminale violenza.

Netanyahu, all’assemblea dell’Onu di tre giorni fa, ha liquidato con disprezzo la questione palestinese, considerandola ormai risolta e si è tuffato sull’Iran e su Hezbollah. Ma Israele lo sa che sta rischiando e facendo rischiare molto grosso a tutto il Medio Oriente, e non solo?

Vorrà forse utilizzare una delle sue 137 o più bombe nucleari? Risulta difficile crederci. Allora cosa vuole Israele? e cosa vuol fare dei palestinesi, per restare nel tema che stiamo affrontando?

La violenza di cui stiamo parlando riguarda i palestinesi di Gaza, ma la Cisgiordania non è davvero risparmiata dagli abusi israeliani, al punto che perfino l’Alto rappresentante UE per gli Affari Esteri, F.

Mogherini ha preso, almeno verbalmente, posizione (v. la minacciata demolizione della scuola di gomme e del villaggio di Khan al Ahmar). Forse, rispetto a Gaza, il suo è semplicemente un gioco criminale per testare Hamas e vedere se dopo tante provocazioni risponderà, fornendogli la possibilità di dire che è stato “costretto” ad attaccare massicciamente ancora una volta la Striscia e poterla usare, come ritenuto da alcuni analisti, come laboratorio per sperimentare nuove armi.

Non abbiamo la possibilità di verificarlo e quindi lo lasciamo nella sfera del dubbio. Ma una cosa sappiamo ed è di pubblico dominio: Israele ha già più volte usato fosforo bianco e cluster bombs contro i gazawi e non ha avuto per questo alcuna sanzione.

Perché l’ONU teme Israele? forse perché le voci di lobbies ebraiche che dagli USA governano il mondo non sono semplici fantasie?
Ma anche questo non basta a capire. C’è qualcosa che va indagato più a fondo, pena il rischio di liquidare tutto in una formula che chiama la religione ebraica a sostegno dell’agire israeliano al di fuori, al di sopra e contro ogni legalità, riducendo il Diritto e le Istituzioni internazionali in cenere.

Il problema vero non sarebbe comunque nel liquidare tutto a problema religioso, quanto le sue conseguenze circa il Diritto internazionale. Un danno che va ben oltre le violenze contro i palestinesi e lo sprezzo per i loro diritti. Un danno che per una specie di legge fisica tracima dalla Palestina e coinvolge il mondo. 

Questo consentire a Israele di agire impunito in una sorta di riconoscimento del suo essere “über alles” tollerando, o fingendo di ignorare o addirittura acclamando le sue illegalità è un problema enorme eppure i media mainstream seguitano a fornire copertura mediatica a questo Stato fuorilegge derubricando perfino le fucilazioni di bambini a “risultati degli scontri”. Scontri impossibili per definizione data la struttura del border.

Mentre trascrivo i nomi degli ultimi sette martiri per non lasciarli solo come numeri dell’eccidio, mi viene in mente il sermone del pastore protestante Niemoeller, poi ripreso nei versi di Brecht, “vennero a prendere i comunisti ma io non dissi niente, non ero comuniista. Poi vennero a prendere gli ebrei ma io non dissi niente, non ero ebreo. Vennero….. …poi vennero a prendere me, ma non c’era più nessuno che potesse parlare“.

Che ci pensino i nostri colleghi dei media mainstream, almeno quelli che si definiscono democratici, ci pensino. E non solo per sostenere la causa palestinese che noi riteniamo assolutamente giusta, ma per non lasciar decomporre quel che che resta dei valori democratici di cui troppo spesso a vuoto riempiono le loro pagine.

Oggi sono stati sepolti   Mohammed Nayef ,14 anni,  Iyad Khalil  20 anni,  Mohammed Walid Haniya, di 24 anni come  Mohammed Bassam Shaksa, il piccolo Nasser Azmi Musabeh di soli 12 anni, Mohammed Ali Anshasi, 18 anni e  Mohammed Ashraf Al-Awawdeh di 26 anni. Tutti fucilati ti senza processo da uno Stato che compiendo abitualmente questi crimini non può che essere definito CANAGLIA.

Patrizia Cecconi – Milano 29 settembre 2018  

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4 Comments

  1. Credo di averne gia risposto prima, ma penso che ormai le persone che abitano in quell’area sono merci usate dalla politica mondiale per mantenere divisioni e differenze di sviluppo . I palestinesi sono la quota di migranti -manodopera a basso costo per Israele , ma certo che le pressioni sono ancora più ampie . L’area geopolitica non a caso è stata messa a disposizione da Inglesi e francesi con beneplacito degli americani negli anni ’50 e il silenzio assenso degli arabi . Utile per le grandi potenze destabilizzare tutto il medio oriente e fare i predoni dove possono su petrolio e altro

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  2. Ecco capisco i tuoi dubbi ma c’è una cosa importante : dal 1967 gli israeliani occupano una zona che per l’Onu e tutti gli attori dell’accordo di quell’anno doveva essere lasciato libero. . Israele controlla l’energia, l’acqua, le vie di accesso al mare, stabilisce chi e come devono lavorare , ha chiuso in campi teoricamente aperti ma di fatto chiusi e controllati da loro in armi zone popolate, ecc Siamo nel 2018 chi vuol vedere …vede cosa succede e se ti metti dal punto di vista palestinese dimmi che possibilità di vita reale hanno ad oggi ? Chi fa soprusi non può che dare avvio ad una catena infinita di ribellioni anche violente . Se Israele pensava con un muro di far finta di non vedere milioni di esseri viventi chiusi di là si è sbagliata. Se poi ci metto la cruenta offensiva per semplice espansionismo con bombardamenti in Libano, in Siria direi che abbiamo idee di pace assolutamente diverse rispetto all’idea israeliana . Personalmente sono per la convivenza pacifica con chiunque, ma ci devono essere le condizioni se strizzi le palle a chi hai messo in un serraglio non puoi lamentarti se ci sono anche eccessi, ma casualmente i morti li contano solo i palestinesi. Qualche mese fa all’università ho visto il video delle prime sparatorie sulle manifestazioni dei palestinesi che danno fuoco alle gomme solo per impedire ai cecchini di centrare bene . Il video era girato da un israeliano in cui si vedevano le acclamazioni di giubilo ad ogni centro, ma non erano cinghiali , ma persone e molti bambini che stavano solo facendo una manifestazione tranquilla ed è un fatto acquisito

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  3. E aggiungo…attenzione ad utilizzare per dare enfasi alle proprie idee le parole “lobby ebraiche che governano il mondo” … anche questo fa molto nazismo….abbiamo capito che sei dalla parte dei palestinesi e io non contesto ma occhio…quello che rebloggi è molto molto di parte e non sempre la verità è vmcosi netta. Un saluto

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  4. Posso permettermi di chiederti…senza voler prendere parte…per i palestinesi invece che valore ha la vita se incitano i bambini e i ragazzini a manifestare al fronte dive da decenni si sa che si muore assassinati? Diciamoci la verita: entrambe le parti x il loro credo sono disposte a tutto. Solo che gli israeliani hanno più mezzi ed uno stato militarmente forte. Andrebbe stoppato tutto ciò da qualcuno super partes ma non si riesce. È un dramma…senza fine.

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