FANGHI DA DEPURAZIONE IN AGRICOLTURA: SIAMO AD UN BIVIO

Saverio De Bonis

L’agricoltura di oggi è ricoperta di macerie. 
Le macerie sono di tipo politiche, industriali, sociali ed ambientali.

#Agromafie, cattiva distribuzione delle risorse, caporalato, e da ultimo diossine ed idrocarburi pesanti legalizzati per favorire le #industrie
Ogni giorno assistiamo a nuovi disastri ambientali e calamità naturali che potrebbero attenuarsi con le buone pratiche agricole.

Tuttavia, ripetono le stesse chiacchiere come dei mantra, al solo scopo di farci abituare e farci credere che quello che fanno non danneggia l’ambiente e non è a favore delle industrie.

Così da ultimo, sull’utilizzo dei #fanghi da depurazione in #agricoltura ripetono con insistenza che: “Non esisteva alcun obbligo di dosare idrocarburi, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), Diossine, PCB, Arsenico, Cromo sui fanghi prima di spanderli. Ora abbiamo imposto l’obbligo di dosarli e con precisi limiti”.

#Falso!

Se il legislatore del 1992 escluse idrocarburi ipa e altre diossine fu per scelta ambientale, perché sostanze nocive ed incompatibili con l’agricoltura e l’ambiente. 
E quindi con la stessa ratio legis delle disposizioni che avrebbero dovuto tutelare l’impatto ambientale.
“Il parametro stabilito dal decreto Genova prevede un limite di mille milligrammi sul tal quale che corrispondono, indicativamente, a 5-8mila milligrammi sulla sostanza secca.
La legge, in forza degli emendamenti che ha recepito, per il toluene eleva il limite di 200 volte, passando da 0,5mg per kg a 100, per il selenio il limite è alzato di 3 volte e passa da 3 mg per kg a 10, per i Pcb passa da 0,06 a 0,08 mg per kg e viene alzato di 13,3 volte, per i Pcdd/Pcdf (diossine) il limite va da 10 ng per kg a 25, ben 2,5 volte maggiore. 
Si legittima così ad accumulare sui terreni con destinazione agricola diossine, Pcb e microinquinanti tossici, andando a trasformare nel tempo quei terreni in aree da sottoporre a bonifica, esponendo a contaminazione le matrici ambientali e la catena alimentare. 
Le colture più a rischio potrebbero essere quelle di zucchine, melanzane e cavoli”.
Oltre alle foraggere, i cereali, frutteti e orticole, vitivinicole ed olivicole. In pratica l’eccellenza del nostro Made in Italy.

E ancora, riferiscono che: “lo Sversamento dei fanghi è avvenuto senza alcun controllo e senza alcun parametro da rispettare”.

Falso!

La Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata in merito allo sversamento dei fanghi sancendo il principio secondo cui i fanghi che superano i parametri di cui al codice dell’ambiente costituisce un fatto previsto come reato dalla legge.
Infatti se i fanghi contengono sostanze tossiche e nocive devono rientrare nella nozione di “rifiuto pericoloso” e quindi disciplinato secondo i parametri del codice dell’ambiente.
I parametri delle sostanze chimiche pesanti sono disciplinati dal codice dell’ambiente. E pertanto rientravano nella nozione di rifiuti pericolosi!

Ci dicono che il Decreto Genova disciplina solo i fanghi #civili o provenienti da attività produttive agricole.

Falso!

Il Decreto Genova, convertito in L. 130/2018, richiama espressamente l’art. 2, comma 1, lett. a) del D. Lgs 99/1992 in materia di fanghi che detta tutte le definizioni ivi comprendendo i fanghi provenienti esclusivamente da attività produttive.
Questa norma non specifica il tipo di attività, ma le comprende tutte indistintamente.

Ci dicono che queste concentrazioni non sono dannose per la salute.

Falso!

“Secondo Patrizia Gentilini, oncologo ed ematologo membro della società Internazionale dei medici per l’ambiente (Isde) “si sono messi dei limiti per cromo e arsenico, addirittura per il cromo esavalente che è una sostanza nota da trenta anni per la sua pericolosità e cancerogenicità. Ma per queste sostanze l’unico limite accettabile sarebbe l’essere al di sotto della soglia di rilevabilità in laboratorio. Queste sostanze finiscono nelle falde acquifere e non potendo essere degradate sono diffuse e arrivano anche negli alimenti. Sul problema della contaminazione da metalli pesanti l’Efsa ha regolamentato abbassando i limiti del cromo esavalente negli alimenti perché è riconosciuto come sostanza molto pericolosa”.
E sui pericoli la dottoressa Gentilini aggiunge: “Parliamo di sostanze molto persistenti. Prendiamo i policlorobifenili: ne esistono 209 congeneri e sono stati vietati già negli anni 80 perché si è scoperto che non si degradano in nessun modo. La Iarc, l’Agenzia per la ricerca sul cancro con sede a Lione li ha classificati cancerogeni per l’uomo di livello 1. Di questi 209 fino a poco tempo fa si conosceva l’attività di soli 12 congeneri che hanno comportamenti del tutto simili alla diossina, poi s’è scoperta l’azione anche degli altri e tutti sono cancerogeni. Questo genere di sostanze inoltre, agisce come interferenti endocrini: alterano l’equilibrio ormonale andando a impattare sulle funzioni del sistema riproduttivo, sull’attività della tiroide e sullo sviluppo cognitivo. Queste sostanze agiscono su organismi in via di sviluppo anche a dosi minimali. In definitiva, non esiste alcuna soglia di sicurezza. Poi i metalli pesanti: parliamo di cromo, piombo, arsenico, la loro tossicità e pericolosità è accertata come il nesso con problemi di insufficienza renale, problemi alle ossa e all’apparato riproduttivo. Il cromo esavalente è un cancerogeno certo. Diossine e Pcb sono sostanze lipofile, significa cioè che si accumulano in particolare negli animali, nella carne e nel latte. Invece di licenziare norme più rigorose a tutela della salute umana si permette lo spargimento di fanghi con questi livelli di sostanze. Così si compromette la qualità delle colture e si aumenta il rischio per la nostra salute” (Fonte: il salvagente).

Siamo dinanzi ad un #bivio!

Nessuno deciderà per noi agricoltori e consumatori; nessuno ci darà aiuto o ci verrà in soccorso.

O ripartiamo da soli #informandoci o siamo condannati a un declino inarrestabile.

Ne dobbiamo assumere consapevolezza.

Siamo dinanzi ad un bivio e tutti i cittadini #consumatori devono sentirsi coinvolti nella lotta per la propria sopravvivenza.

INFORMATEVI SULLA MATERIA DEI FANGHI DA DEPURAZIONE!

Saverio De Bonis.
Portavoce Senato della Repubblica.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.