La scoperta del Dna ha rivoluzionato la biologia.

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Mattoncini intercambiabili, semplici ma dalle sterminate possibili combinazioni, erano finalmente stati decodificati: con quelli era fatto tutto il vivente, dal cammelli ai rododendri, dalle aquile ai funghi. In queste elichette erano tutte le informazioni atte a far si che noi, per lo più fatti di acqua, non si formi una pozzanghera, ma quell’incredibile agglutinato di meraviglia consapevole che potenzialmente siamo, ad onta di certe scemenze che spesso compiamo.
Ognuna delle nostre 50 mila miliardi di cellule ne contiene una, identica, in una ridondanza fantastica.

In questa scoperta, o meglio, nella fede cieca in questo assunto, risiede una conseguenza.
Tutto è già determinato. Scritto.
Nel nostro DNA c’è chi siamo, chi saremo, cosa faremo, come moriremo, o quasi, come saranno i nostri figli e il nostro lavoro, ecc.
Che malattie avremo, che fisico, che occhi e di che colore, ecc.ecc. Vale per noi, per un gabbiano, per un amanita muscaria, per un garofano.

E la varianza ?

L’assunto è che il sistema di trascrizione del carattere genetico abbia sempre qualche piccolo errore di “fotocopiatura”.
Hai visto mai, questo errore crea, per una botta di fortuna, un discendente un po’ più adatto del genitore a sopravvivere in un ambiente magari mutato. Bingo.
Costui farà figli con più probabilità, questi erediteranno i suoi caratteri, che saranno riconosciuti come quelli “vincenti” fino a nuovo trauma, o “reset”.
Bene. Capito tutto. Questo era accettato…..

Tutti felici e convinti.
Era nata la genetica.

Ci si mette a misurare. Si attua il progetto genoma.

Vista la complessità dell’uomo rispetto, che so, a un lombrico, che ha 20.000 geni, nell’uomo ce ne aspettavamo almeno centomila. Ecchediamine…
Invece ne troviamo pochi di più. 24 mila. Strano….

E poi, facendo i conti, a forza di piccoli errori, per lo più destinati a sparire o a far decedere il candidato alla selezione naturale, anche un miliardo di anni sembra poco per raggiungere quel grado di ipersofisticata complessità e intelligenza che contraddistingue la nostra fisiologia……mah …va a sapere.

Poi, uno scienziato, tale Cairns, scopre una cosa interessante, che si rivelerà rivoluzionaria.

Alcuni batteri, sottoposti a stress, inducono nel loro stesso dna, nella zona interessata alle condizioni di stress, una serie grandissima e continua di “errori” di trascrizione. Sono casuali le risultanze degli errori, ma per nulla casuali la zona del dna interessata e la frequenza degli errori. Questa si intensifica finché lo stress non si riduce, o per la sua cessazione o per la maggior adattabilità degli spezzoni “errati” alla situazione che precedentemente era di stress e ora non più.
In questo caso il nuovo spezzone vien preso per buono e inserito come nuovo pezzo di dna al posto di quello vecchio, e la nuova cellula, adattata è pronta, sia ad affrontare le nuove situazioni sia a riprodursi trasmettendo ovviamente a quel punto, a tutte le generaioni successive, il nuovo carattere.

E’ nata l’epigenetica.

Abbiamo si, quindi una serie di mattoncini, che in realtà sono moduli comportamentali, “behavior pattern”, ma la loro concatenazione, attivazione, arriva dalla membrana, vero cervello cellulare. Il dna è una grandissima scatola di Lego, ma come montarli, questi mattoncini, cosa farci, cosa crearci, è scritto dalla membrana, che riceve segnali dalle altre 50 mila miliardi di cellule, che attraverso una rete di relazioni dalla complessità sconvolgente, comunicano tra loro H24, e ricevono segnali e indicazioni dall’esterno, dall’ambiente, dal cervello, dall’intestino, dal cuore, dal sistema immunitario, dalle librerie dati di tutto ciò che abbiamo pensato, da tutte le sostanze che abbiamo toccato , da tutte le idee che abbiamo avuto…..gira la testa.

E tutto ciò tocchiamo, respiriamo, pensiamo, amiamo, non solo è influenzato dal Dna, ma influenza il Dna. Il canale comunicativo è biunivoco.

Il dna stesso viene modificato da ciò che facciamo e pensiamo,e passeremo ai nostri discendenti tutto ciò che abbiamo ereditato si, ma anche ciò che siamo stati noi, con quelle piccole modifiche che il nostro sistema ha immesso….

Siamo, quindi, una volta ancora, autori del nostro destino, del nostro grande grande mosaico il di cui sono pronte le tessere ma il cui disegno dipende da noi.

Da quanta “testa” ci metteremo nel disegnare la nostra vita, e soprattutto, da quanto Cuore.

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