Editoriale: Insorgiamo per salvare il Pianeta, Insorgiamo per un’Alternativa di Società

Dal blog https://www.attac-italia.org

23 Marzo 2022 di Vittorio Lovera (Attac Italia)

Sabato 26 Marzo saremo tutti in piazza a Firenze per dare, assieme al collettivo di fabbrica della GKN, promotore assieme ai FFF dell’iniziativa, un segnale forte che cambiare si può, che questo malandato Pianeta può essere ancora salvato ma che non c’è più tempo per filosofeggiare, che occorre collettivamente passare dalle sterili chiacchiere alle azioni concrete, che sta ad ognuno di noi prendersi la responsabilità di salvare un Pianeta segnato da 869 conflitti in corso che coinvolgono oltre 70 Nazioni ( Africa: 31 stati e 291 guerre e guerriglie; Asia: 16 Stati e 194 guerre e guerriglie; Medio Oriente: 7 Stati e 266 guerre e guerriglie; Europa: 9 Stati e 83 guerre e guerriglie; Americhe: 7 Nazioni e 35 conflitti tra cartelli della droga, guerre e guerriglie. Fonte: portale Guerre nel Mondo. Per ulteriori approfondimenti accedere alle infografiche di Armed Conflict Location&Event Data Project –ACLED – ), da una crisi climatica e ambientale sull’orlo di una definitiva irreversibilità, con diseguaglianze economiche e sociali da far rabbrividire solo a citarle, con stravolgimenti del mercato del lavoro non più risolvibili con gli strumenti sindacali classici.

E siamo ancora alle prese con la quarta/quinta/sesta ondata di una sindemia che ha mostrato tutti i limiti e i danni dell’attuale sistema dominante.

Può bastare per alzarci dal divano, dove davanti la TV o pseudo siti internet ci rimbambiamo con migliaia di false veline o astute fake news ??

Vogliamo trasformare questa distruttiva ansia collettiva in un’ondata di reale rinnovamento, in una ventata di sperimentazione di alternativa di società che permetta alle ultime generazioni di immaginarsi un futuro?

Siamo ad un bivio, lo diciamo – come Società della Cura da almeno due anni, ma le risposte messe in campo dall’attuale establishment vanno in direzione ostinatamente opposta alle necessità della società mondiale.

Viviamo un insostenibile ritorno agli anni Ottanta: alla guerra fredda, al militarismo, all’indifferenza climatica, con un retrogusto di autarchia che è cosa ben diversa da quella rilocalizzazione produttiva e sovranità alimentare che i movimenti sociali raccomandano da anni ai nostri governi. In tutte le sedi delle politiche economiche e commerciali si chiarisce la volontà – a partire da Palazzo Chigi, passando per Bruxelles, fino agli uffici della Wto a Ginevra – di seppellire la lezione della pandemia come campanello d’allarme per il disequilibrio socio-sanitario-ambientale che il modello di sviluppo industrialista-estrattivista che abbiamo scelto ha provocato, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’umanità sul pianeta. Mentre si lucidano i muscoli e i moschetti, si innesta l’indietro tutta, e si torna a un’impostazione pre-thatcheriana della produzione – carbonifera, intensiva, inquinante, armata – senza concedersi, da un lato, alcuno spazio per valutare l’impatto multidimensionale di scelte tanto scellerate e delle possibili alternative. E dall’altro lato senza concedere alcuna possibilità a una vera trattativa di pace e a una profonda riprogrammazione post-traumatica dei nostri territori in direzione della rigenerazione delle risorse, della vita.

Serve una nuova classe dirigente, giovane, motivata, preparata che sappia con ostinata determinazione porre le basi per un’inversione di rotta, per un’alternativa di Società che ponga le persone e non i profitti al centro del loro agire.

Serve una Società della Cura. E per ottenerla occorre insorgere.

Insorgere significa tentare di ribaltare i rapporti di forza nei luoghi di lavoro e nella società, perché non esiste altro mezzo per garantirci un futuro migliore se non la lotta qui ed ora. Una lotta che deve ricomporre una miriade di pezzi, che punta a una vera transizione di sistema, contro i combustibili fossili e il nucleare, contro il greenwashing, contro ogni guerra, contro ogni sfruttamento e vessazione.

Saremo in piazza per ribadire il legame indissolubile tra giustizia climatica e sociale, la necessità di liberarci dal sistema basato sulla guerra, sull’estrattivismo, sul debito imposto da oligarchie finanziarie che controllano ogni forma di vita, sulla supremazia del profitto.

Saremo nelle strade di Firenze, complici del collettivo di fabbrica GKN perché sappiamo che la dura battaglia in quello stabilimento può segnare un avanzamento per chiunque abbia una visione del mondo basata su uguaglianza e democrazia, al di fuori di ogni particolarismo.

Convergere significa anche riappropriarci di una capacità collettiva di quelle continue “rivoluzioni dall’alto” che stanno segnando la nostra epoca. Siamo passati da uno stato d’emergenza dettato dalla gestione pandemica, a quello dettato dalla guerra e dai suoi effetti, tanto sul piano energetico che su quello delle derrate alimentari. La guerra in Ucraina è da un lato il frutto dell’espansionismo russo in termini regionali. Dall’altro è il corto circuito tra politiche imperiali che si contendono l’egemonia, ma che sono identiche sotto il profilo economico: si combatte per il controllo delle risorse fossili, e anzi la novità è che le stesse fonti energetiche sono divenute strumenti bellici, oltre che oggetto del contendere. E tutto questo per incrementare potere & ricchezza di poche migliaia di oligopolisti che sfruttano a loro esclusivo vantaggio le risorse del Pianeta gettando miliardi di persone nell’incertezza e nel disagio sociale ed economico.

La guerra è parte integrante di questa “transizione” dettata dall’attuale governance mondiale. Una transizione i cui costi vengono scaricati verso il basso, come dimostra l’aumento del prezzo dei carburanti, delle bollette e del costo della vita in generale.

È una guerra permanente del capitale contro la vita e insorgere significa affermare con forza le nostre priorità e soluzioni: redistribuzione della ricchezza, abbandonare la finanza predatoria e il sistema produttivo fossile, sviluppare comunità energetiche basate sul sistema delle rinnovabili e soprattutto uscire dalla logica del consumismo capitalista.

Insorgiamo contro i prezzi che aumentano: contro i profitti smisurati che le dinamiche dei mercati stanno portando nelle tasche di un pugno di oligopolisti, insorgiamo perché il reddito deve essere garantito incondizionatamente a tutte e tutti, insorgiamo perché ci rifiutiamo di sostenere i costi di una transizione ecologica che ora ci vogliono negare nel nome dell’unità dentro lo sforzo bellico.

Insorgiamo perché siamo contro tutte le guerre, ma perché è giusto e necessario combattere la guerra che i potenti del mondo stanno facendo contro di noi, contro chi subisce sulla propria pelle quelle guerre, contro le loro politiche capitalistiche, al fianco de los de abajo. C’è una guerra che ci sta portando via il futuro, un futuro per il quale, invece, vogliamo lottare.

Questa manifestazione nazionale era già stata fissata – in accordo con GKN e le oltre 500 associazioni che convergono nella Società della Cura – nella partecipata assemblea pubblica al Teatro Ambra di Roma del 31 Ottobre 2021. Così come si era deliberato di lanciare a Roma una tre giorni di Forum delle convergenze dei Movimenti, il 25-26-27 Febbraio a presso il CSO Scup.  Da quella 3 giorni emergono molti degli aspetti e dei valori che rivendicheremo il 26 Marzo a Firenze e che con somma sintesi così vi riepiloghiamo.

Il Forum della convergenza dei Movimenti ha preso netta posizione sul conflitto bellico in corso:

*condannando senza se e senza ma l’aggressione all’Ucraina e chiedendo l’immediato “cessate il fuoco” e il ritiro dell’esercito russo dentro i propri confini;

*chiedendo solidarietà, protezione, assistenza e diritti per il popolo ucraino;

*esprimendo solidarietà al popolo russo che non vuole la guerra, a partire dalle migliaia di pacifiste e pacifisti arrestati;

*dichiarandosi contro la decisione dell’Ue e del governo italiano di inviare armi all’Ucraina, per la neutralità attiva e il disarmo nucleare europeo, per una sicurezza condivisa e lo scioglimento della Nato, le cui mire espansive nell’est europeo hanno contribuito a creare le condizioni per il precipitare della situazione.

Il Forum della convergenza ha affermato, con ancora più forza, come la cultura della guerra si superi costruendo un’altra società, non basata sui profitti e sul dominio, ma sul “prendersi cura di” e sul “prendersi cura con”.

In questa direzione le proposte emerse dalle giornate del Forum acquisiscono ancor più forza e ragione.

Il Forum ha considerato alcuni appuntamenti come estremamente significativi per la convergenza dei movimenti:

  • Mobilitazioni contro la guerra, rispetto alle quali si è svolta una prima manifestazione nazionale il 5 marzo;
  • Sciopero transfemminista dell’8 marzo;
  • Climate Global Strike del 25 marzo;
  • Manifestazione Nazionale di Convergenza promossa da Gkn il 26 marzo a Firenze
  • Percorso condiviso verso la Cop27 in Egitto, a partire dal Climate Camp Europeo a Vicenza e dall’esperienza di “Laboratoria ecologista autogestita Berta Caceres” di Roma

Fra tutte le proposte emerse dentro il Forum, alcune campagne hanno attraversato le diverse sessioni e sono state trasversalmente condivise:

  • campagna contro il Ddl Concorrenza e contro l’Autonomia Differenziata – entrambe già attive, considerate fondamentali perché le due norme aprono una nuova stagione di privatizzazioni dei beni comuni e dei servizi pubblici e amplificano la diseguaglianza territoriale (ddl autonomia differenziata) e la diseguaglianza fra le persone dentro uno stesso territorio (ddl concorrenza);
  • campagna per la legge contro le delocalizzazioni – legge proposta dall’esperienza di lotta della Gkn, considerata fondamentale per costruire una diversa politica industriale pubblica, partecipativa, socialmente ed ecologicamente orientata e sottratta alla predazione dei fondi d’investimento finanziari;
  • campagna per un diverso modello energetico e contro il carovita – promossa da diverse reti e soggetti, considerata fondamentale per una radicale inversione di rotta rispetto alla crisi eco-climatica –abbandono del fossile, no al nucleare, si all’energia rinnovabile diffusa e autoprodotta dalle comunità energetiche- e per la lotta contro gli aumenti delle bollette determinati da un modello energetico fondato sul mercato e sulla speculazione finanziaria;
  • campagna per il monitoraggio popolare dell’impatto sui territori dei progetti del Pnnr – da collegare all’interno della Società della Cura a partire dalle reti attive e emergenti sul territorio, contro l’imposizione di opere e impianti inutili e dannose, aggravata dal riorientamento dei fondi non spesi nello spirito di una economia di guerra;
  • campagna per la sovranità alimentare – promossa da diverse reti e soggetti del mondo contadino e del mondo dell’economia trasformativa e solidale, considerata fondamentale per contrastare la torsione della Politica Agricola Comunitaria (PAC) verso gli interessi dell’agrobusiness, attraverso le scelte dell’economia di guerra e l’elaborazione del nuovo Piano Strategico Nazionale;
  • campagna per una scuola pubblica e fuori dal mercato – su questo punto, il Forum ha assunto come propri gli obiettivi delle lotte messe in campo in questi mesi dal movimento delle studentesse e degli studenti;
  • campagna per la difesa, il consolidamento e l’aumento dei Consultori pubblici – promossa da reti femministe  e transfemministe in diverse regioni per l’affermazione del diritto delle donne all’autodeterminazione, in particolare per quanto riguarda la salute riproduttiva e l’applicazione della 194;
  • campagna per la liberalizzazione dei brevetti sui vaccini – campagna europea già in corso, considerata fondamentale per superare l’apartheid sanitario fra paesi ricchi e paesi poveri e per costruire una sanità fuori dagli interessi delle multinazionali di Big Pharma;
  • campagna per una sanità pubblica, territoriale, preventiva e partecipativa – promossa da diverse reti e soggetti, considerata fondamentale per un nuovo concetto di salute individuale, sociale, ambientale e collettiva e per contrastare la privatizzazione del servizio sanitario nazionale;
  • campagna per il reddito universale – promossa diverse reti e soggetti, considerata fondamentale per l’abolizione della precarietà del lavoro e dell’esistenza, per la fine di ogni ricatto sulle condizioni di lavoro e sul conflitto ambiente/lavoro;
  • campagna contro le spese militari – promossa da diverse reti e soggetti, ancor più fondamentale oggi, in pieno conflitto bellico dentro l’Europa e con la corsa globale al riarmo;
  • Campagna Abolish Frontex – promossa da diverse reti e soggetti, è una campagna internazionale per i diritti delle migranti e dei migranti, volta a smantellare il regime europeo dei confini e bloccare i fondi che lo finanziano.

Nel Forum sono emerse molte altre proposte, che, pur non essendo strutturate come campagne, contribuiscono al caleidoscopio dell’alternativa di società.

Lavoro

  • costruzione di una piattaforma sui diritti (reddito universale – salario minimo – riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario- ripristino della scala mobile – socializzazione del lavoro necessario)

Fisco

  • costruzione di una proposta di riforma fiscale alternativa, interamente basata sul principio costituzionale della progressività

Clima

  • costruzione di una campagna sulla tassonomia Ue che definisca obiettivi di reale trasformazione ecologica
  • costruzione di una proposta di legge contro l’obsolescenza programmata dei prodotti
  • rivendicazione dell’azzeramento dei SAD (Sussidi Ambientalmente Dannosi)
  • richiesta della de-intensificazione della produzione agricola e del taglio di almeno il 50% degli allevamenti intensivi

Sanità

  • apertura di vertenze per il controllo dal basso della destinazione dei fondi e della gestione delle case di comunità

Comuni e risorse

  • costruzione di una campagna per promuovere due leggi d’iniziativa popolare, una per la riforma della finanza locale (no al pareggio di bilancio finanziario, si al pareggio di bilancio sociale, ecologico e di genere), la seconda per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti;

Beni comuni

  • mappatura degli spazi urbani inutilizzati
  • mappatura ed estensione delle sperimentazioni dell’uso civico collettivo
  • approvazione di una legge nazionale sui beni comuni

Economia trasformativa

  • approvazione di una legge nazionale e di leggi regionali sull’economia solidale
  • mappatura delle esperienze e delle conoscenze
  • avvio delle comunità energetiche

Pace e solidarietà internazionale

  • adesione dell’Italia al Trattato internazionale di non proliferazione nucleare
  • Ice (Iniziativa dei cittadini europei) per il divieto di commercio dei prodotti dei territori occupati

Questo numero del Granello di Sabbia “Si scrive concorrenza, si legge privatizzazioni ” è interamente dedicato alla questione dello stralcio dell’art. 6 del DDL Concorrenza, la prima campagna lanciata dalle realtà aderenti alla Società della Cura e che sarà rafforzata a partire dal prossimo autunno dalle iniziative per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti e da quelle per una riforma della Finanza Pubblica Locale.

Vogliamo una Società della Cura che metta al centro la vita e la sua dignità, che sappia essere interdipendente con la natura, che costruisca sul valore d’uso le sue produzioni, sul mutualismo i suoi scambi, sull’eguaglianza le sue relazioni, sulla partecipazione le sue decisioni.  Lotteremo tutte e tutti per renderla realtà.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 49 di Marzo-Aprile 2022: “Si scrive concorrenza, si legge privatizzazione

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