Decreto Fer 2: critiche dal Coordinamento FREE

Dal blog https://ecquologia.com/

Redazione 9 Agosto 2022

Coordinamento FREE: “QUESTA VERSIONE DEL DECRETO FER 2 È DA RIGETTARE. NON SVILUPPA INNOVAZIONE MA LA IMPEDISCE”

«Il FER 2, che attendiamo da oltre 3 anni, se rimane nella versione licenziata dal MITE e dal MIPAFF fatta circolare in questi giorni, non permetterà al settore delle rinnovabili di definire importanti investimenti e prospettive di sviluppo per il futuro. Il provvedimento che dovrebbe finanziare le tecnologie rinnovabili innovative, in questa versione le affosserà definitivamente». Così le dichiarazioni del presidente del Coordinamento FREE Livio de Santoli.

«Per l’eolico off shore galleggiante, che rappresenta un’occasione industriale per l’Italia, il contingente d’incentivazione è passato da 5 a 3,5 GW. Con una tariffa base di 185 €/MWh. Senza chiarire come si intendano gestire gli oneri di realizzazione delle infrastrutture di connessione che gravano pesantemente sui costi di costruzione della tecnologia floating. Tecnologia caratterizzata da distanze dalla terraferma notevolmente più grandi rispetto a quelle con fondazioni fisse. E dalla necessità di prevedere la realizzazione di sottostazioni di trasformazione anch’esse necessariamente di tipo galleggiante. Ciò può infatti, senza mezzi termini, decretare la scomparsa dell’eolico floating dal panorama italiano e generare un gap tecnologico e produttivo difficilmente colmabile in futuro».

«E anche per altre tecnologie il discorso è analogoPer le biomasse il contingente di 150 MW nella somma tra biogas e biomasse da utilizzare nell’arco di 5 anni è oggettivamente ridicolo. 30 MW anno! Anche qui un grave errore di valutazione. Si mettono insieme nello stesso contingente Biogas e Biomasse, ed è una scelta incomprensibile, sono due tecnologie diverse che necessitano contingenti separati. Le tariffe di riferimento per  le biomasse, inoltre, non tengono conto dell’aumento dei costi d’investimento e di gestione degli impianti».

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«Nel settore biogas, con riferimento agli impianti fino a 300kW, gli operatori chiedono di rivedere i criteri di accesso agli incentivi e di rivedere i valori della tariffa in modo che tengano conto dell’incremento dei costi di costruzione degli impianti e delle materie prime. Nonché dell’inflazione. Si riscontrano difficoltà nelle misure dedicate al prosieguo della produzione per gli impianti biogas esistenti. In particolare ai criteri assurdi definiti e legati ai limiti di distanza dalla rete e all’alimentazione dell’impianto che, se non modificati, pregiudicherebbero moltissime, se non tutte, le iniziative in corso». 

«Le cose non vanno meglio per la geotermia. Si riscontra una sproporzione assurda tra tradizionali nuovi e rifacimento con innovazione, 250 MW contro solo 40. Che almeno gli impianti innovativi ad emissioni zero abbiano lo stesso contingente di quelli tradizionali nuovi!».

«Infine, la scelta dell‘incentivo al solare termodinamico ha un sapore amaro. Si parla di una tecnologia tutta italiana fatta fallire non dando l’autorizzazione per motivi paesaggistici a 2 piccoli impianti commerciali che avrebbero permesso la partecipazione delle imprese italiane a bandi da miliardi di dollari nei paesi arabi. Abbiamo aspettato tre anni, chiedendo sistematicamente confronti mai concessi. Ora ci ritroviamo con un provvedimento in bozza che paralizzerebbe qualsiasi innovazione, con grave responsabilità per un governo oltretutto scaduto. C’è ancora tempo per modificarlo ed il Coordinamento FREE è a disposizione per farlo».

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