Pushbacks

Dalla pg FB di Giustiniano Rossi

Il « Libero nero dei pushbacks », pubblicato giovedi’ a Bruxelles, comprende quattro grossi volumi. In oltre 3600 pagine, più di 1600 vittime prendono la parola riferendo come sono pestate, umiliate, trattenute arbitrariamente prima di essere ricacciate illegalmente oltre una frontiera. Non in Stati che praticano ufficialmente la tortura ma alle frontiere esterne dell’UE e perfino al suo interno. Migranti senza giubbotti di salvataggio sono spinti in alto mare su canotti di gomma dalla guardia costiera greca. Guardie di confine croate sparano in faccia a due profughi di 12 anni. Persone che cercano asilo nell’UE continuano ad essere respinte violentemente prima di poterne fare domanda. Lo riferisce “Border Monitoring Network”, una rete di 40 Ong che tentano di proteggere i profughi e di documentare le violenze alle quali sono soggetti.

E’ già il secondo Libro nero. Per il primo bastavano due volumi. La situazione è peggiorata. Uno dei motivi è la pandemia. La forzata assenza delle Ong ha provocato un aumento inaudito delle più brutali violenze contro le persone. In 13 paesi, le guardie di frontiera hanno cominciato ad sperimentare tattiche per terrorizzare i migranti, pestati, rapati a zero, costretti a denudarsi, oggetto di abusi sessuali e azzannati dai cani. Non si tratta di casi isolati. Il numero incredibile di crudeltà documentate nel Libro nero non lascia dubbi. Il trattamento disumano dei profughi è sistematico. Già due anni fa ministri, sindaci, deputati sono stati informati. Malgrado le prove schiaccianti nessun procedimento è stato avviato contro i paesi che praticano i pushbacks (repingimenti). Buxelles non muove un dito. L’Agenzia UE per la Protezione delle frontiere, Frontex, è assente.

I suoi funzionari hanno creato un sistema per nascondere le violazioni dei diritti umani alle frontiere esterne dell’UE. Malgrado i casi documentati, nei quali autorità maltesi e greche ributtano in mare i profughi, le conseguenze per Atene e la Valletta sono uguali a zero. Nessuno crede che la situazione possa migliorare. Tutt’altro. Questa settimana, al vertice UE di Tirana dei paesi dei Balcani occidentali, si parla di migranti. I rappresentanti dell’UE dicono chiaramente che le prospettive di adesione per la Bosnia o la Macedonia dipendono dai loro successi nel contrasto all’immigrazione. Devono riprendersi i profughi che sono riusciti a penetrare in Europa. Mentre i paesi dei Balcani occidentali diventano complici della politica frontaliera dell’UE, la Croazia è premiata per la violazione dei diritti umani. Giovedi’ ha il via libera a far parte dello spazio Schengen. Con oltre 25.000 pushbacks, il paese adriatico è campione d’Europa. E conquista la qualificazione.

L’Austria blocca l’ammissione di Romania e Bulgaria perché vi transitano troppi “migranti non registrati”. Il messaggio agli aspiranti è chiaro: chi non totalizza abbastanza pushbacks non è ammesso nel club. In fin dei conti, Stati come la Croazia, Malta o la Grecia (ma anche l’Italia e la Spagna) fanno il lavoro sporco per gli Stati più ricchi dell’UE, al riparo delle loro frontiere interne, dove i migranti pensano di avere prospettive migliori. Anche per questo la Commissione UE, estremamente loquace quando di tratta di milioni di profughi ukraini, tace ostinatamente…

Giustiniano

11 dicembre 2022

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