Xiongan, la città futuristica che mostra i muscoli “tecnologici” cinesi

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Xiongan è una futuristica palestra sociale, che ospiterà 3 milioni di abitanti in un contesto urbano completamente nuovo

22 Gennaio 2023 Gianluca RiccioGianluca Riccio

La Cina sta costruendo una nuova città futuristica a circa 100 chilometri (60 miglia) da Pechino come saggio di sviluppo ecologico ad alta tecnologia. Si chiama Xiongan New Area, e nelle parole dei media statali cinesi è destinata ad essere la “vetrina” permanente del modello di crescita cinese.

La città, nata per iniziativa del presidente cinese Xi Jinping, rappresenta una sfida per la promozione dell’innovazione, a dispetto del recente rallentamento della sua crescita economica, e degli sforzi occidentali di limitare il suo accesso alla tecnologia avanzata.

Xiongan, futuristica Cina

Lo sapete, la Cina non programma le cose dall’oggi al domani. I piani di Xiongan risalgono al 2017, e miravano a ridurre la pressione su Pechino promuovendo lo sviluppo coordinato della regione Pechino-Tianjin-Hebei.

Come detto, Xi ha definito la città futuristica come la una “iniziativa personale” e un “piano di importanza nazionale”. La nuova area copre una superficie di circa 1700 chilometri quadrati (650 miglia quadrate) e la sua popolazione prevista è di 3 milioni di abitanti: ce ne sono già 1,4 milioni di abitanti. Gli ultimi dati di settembre 2022 registrano investimenti già completati per 400 miliardi di yuan (circa 57 miliardi di euro).

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Xiongan città futuristica
Una foto aerea del centro servizi per i cittadini della Xiongan New Area scattata il 2 giugno 2018, ad appena un anno dal lancio dell’iniziativa.

Qual è la visione di Xiongan?

Nella futuristica Xiongan, l’innovazione viene integrata nelle strutture della città e nei processi governativi. L’arrivo di alcune tra le più importanti filiali dei maggiori gruppi di ricerca cinese, previsto entro il 2025, sarà solo la piccola tappa di un lungo cammino.

Una risposta statale a progetti di città simili che stanno sorgendo altrove: come Woven City, in Giappone, o Mirror Line negli Emirati Arabi.

Sarà per questo che neanche il Covid ha rallentato i lavori? Nel 2020 ha aperto una grande stazione ferroviaria ad alta velocità per collegare la città con Pechino, seguita da edifici di ogni sorta (in superficie e nel sottosuolo) ed un gigantesco centro dati. Sarà il “cervello centrale” di Xiongan, e dirigerà i servizi di un intero ecosistema digitale.

Città futuristica
Un’immagine del gigantesco data center, che offre a funzionari e supervisori un “cruscotto” con tutte le attività cittadine. Una sorta di futuristica “Sim City” umana.

Tre città in una

L’obiettivo è introdurre innovazioni tecnologiche urbane integrandole nella struttura stessa della futuristica città. Xiongan sarà composta da tre elementi, tre città nella città: la città in superficie, la città sotterranea e la città digitale.

La città in superficie seguirà linee guida che prevedono la creazione di “blocchi di cinque minuti”, che consentono ai residenti di avere facile accesso a servizi come cliniche mediche, strutture per l’assistenza ai bambini e agli anziani, e altri servizi importanti entro una distanza di cinque minuti a piedi.

Città sotterranea: avrà corridoi di servizio sotterranei che trasportano reti idriche ed elettriche e offrono spazio per la consegna logistica automatizzata.

La città digitale, infine, sarà il banco di prova di una società che riceve stipendi, acquista prodotti e servizi, e paga tasse, con una valuta basata su blockchain, il Renminbi digitale. Questa, invero, è la parte che al mio orecchio suona più temibile, per l’estremo controllo sociale che può essere esercitato attraverso questi meccanismi.

Fortissima, nel progetto, è l’integrazione con il verde urbano (estetico e funzionale, tra orti comunitari e fattorie verticali) ed energie rinnovabili.

Dal passato al futuro

L’obiettivo “finale” dichiarato di Xiongan, al netto dei risvolti opachi, è quello di creare un ambiente urbano che promuova la salute mentale, il benessere e lo sviluppo artistico dei residenti.

Un ambiente che migliori la qualità della vita della comunità, razionalizzando e modernizzando tutto: dalla consegna delle merci alla produzione e al consumo di energia (ovviamente rinnovabile), passando per lo snellimento della burocrazia governativa.

Cosa possiamo ricavare, quando non imparare, da questa futuristica “palestra urbana”?

Una consapevolezza: molto della società del futuro, a Oriente come a Occidente, passa attraverso la ristrutturazione delle nostre città.

Quelle più importanti nelle quali viviamo, per quanto ci vedano affezionati abitanti, sono figlie di altre epoche. Probabilmente sono al limite delle loro possibilità, e molte di loro sono virtualmente impossibili da rinnovare, se non a costi impensabili al momento.

Servirebbe anche in Europa qualche “nuova città” futuristica: magari per testare soluzioni di compromesso che ci permettano di migliorare la nostra qualità di vita senza abbandonare i luoghi intrisi di storia e Arte nei quali viviamo.

Da Xiongan (e dalle sue poche colleghe) avremo risposte importanti.

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