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David Moscrop 4 Maggio 2026
Jeff Bezos lancia l’app distopica che consente speculazioni immobiliari a distanza. La rendita diventa molecolare e la relazione con l’inquilino (e i suoi diritti) sparisce
Se la prima regola del capitalismo è «trasformalo in merci», la seconda ormai è: «Mettilo su una piattaforma». Le tecnologie contemporanee consentono velocità, ampi spettri e risultati in rete che avrebbero lasciato a bocca aperta anche i più potenti magnati del passato. Aggiungete un contesto normativo tanto permissivo quanto corrosivo, e otterrete una distopia in cui tutto è in vendita e si può acquistare online.
Oggi è possibile comprare una quota di un immobile in affitto tramite la piattaforma Arrived. L’iniziativa, sostenuta tra gli altri dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, attira gli investitori con la promessa di facili rendimenti, invitando i potenziali acquirenti a «ottenere un reddito passivo senza le complicazioni legate agli inquilini».
Il fatto che l’inquilino venga dipinto come intrinseca «fonte di problemi» dovrebbe essere il primo campanello d’allarme.
Per chi investe in Arrived, questa fonte di reddito astratta e passiva è un semplice «investimento», ma quella speculazione rappresenta la casa di qualcuno: un luogo in cui individui e famiglie vivono e senza il quale faticherebbero a sopravvivere. Non occorre riflettere a lungo o intensamente per capire perché eliminare qualsiasi legame umano tra proprietario e inquilino possa esacerbare un rapporto già teso, asimmetrico e basato sullo sfruttamento.
Sfruttare il bisogno di un tetto
A partire da soli 100 dollari, con pochi clic del mouse e della tastiera, si può godere della gloria di essere un proprietario di casa senza tutte le complicazioni e le difficoltà di dover guardare negli occhi le famiglie di cui si possiede la casa e si controllano le condizioni di vita.
«Niente telefonate a tarda notte – promette Arrived – I nostri esperti si occupano di manutenzione, rinnovi e tutto il resto, così tu puoi concentrarti solo sui guadagni». Che bello. Che goduria. È un percorso senza intoppi verso il mondo degli investimenti, che trasforma ogni sognatore con un centinaio di dollari in una specie di proprietario di casa, anche se solo in minima parte.
L’investimento frazionato, in cui un investitore acquista una parte di un’azione o di una quota di un fondo, non è una novità, così come non lo è l’investimento immobiliare frazionato.
Ma la trasformazione di entrambi in app rappresenta un ulteriore passo verso un mondo completamente nuovo. È un po’ come un’app di incontri folle, dove investitori da poltrona possono sfogliare un elenco di case con foto e rendimenti recenti inclusi. Oh, la casa artigianale con il rivestimento giallo sembra carina. E con un dividendo annualizzato dell’8,1% o superiore, non puoi assolutamente perdere! Metti mi piace.
Scorrere le immagini delle case in vendita, disponibili per essere «finanziate», significa rendersi conto di quanto si possa essere lontani dal bisogno umano fondamentale di un tetto sopra la testa. Guardare le immagini da lontano, senza percepire l’esperienza di vivere in uno spazio, in una comunità, e sognare di trarne profitto, significa accettare un mondo in cui il profitto è il bene supremo.
La piattaforma Arrived offre un mix sconcertante di peccati ben noti.
Molti di noi hanno avuto un proprietario di casa, e molti ne hanno avuti di pessimi.
Alcuni di noi hanno avuto proprietari di casa tramite una società di gestione immobiliare. E ampie porzioni di alloggi in affitto sono già di proprietà, in modo frammentato, di fondi pensione e altri investitori istituzionali. La novità di Arrived sta nel modo in cui frammenta la proprietà in innumerevoli piccole quote, disperdendole tra le grinfie di qualsiasi investitore privato che utilizzi l’app. I confini tra responsabilità e proprietà sono così sfumati che potrebbero anche non esistere. Tanto da far sembrare antiquato e superato il diritto di guardare il proprio proprietario di casa negli occhi e chiedergli di riparare un tubo o di sostituire un elettrodomestico.
Trasformare gli alloggi in micro-beni non solo aggrava l’impunità, ma contribuisce a normalizzarla. E non solo nel settore immobiliare, ma ovunque si diffonda questo tipo di investimento frazionato basato su piattaforme.
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L’argomento più ovvio a favore di una piattaforma di investimento frazionato per proprietari immobiliari è che incentiva gli investimenti nel settore immobiliare. Ma Arrived riconfeziona case esistenti, trasformandole in veicoli di investimento e intensificando la concorrenza su un’offerta limitata, facendo salire i prezzi.
Esistono modi più efficaci, equi e umani per costruire e rendere accessibili le case su larga scala. Gli investimenti pubblici, attraverso il finanziamento e la costruzione di diverse tipologie abitative, attenuerebbero, o quantomeno ridurrebbero, la pressione speculativa e contribuirebbero a stabilizzare le comunità nel lungo periodo. Contribuirebbero inoltre a ridefinire le case come luoghi in cui vivere – e le persone che le abitano come vicini, come esseri umani, piuttosto che come semplici unità di profitto.
La preoccupazione per la stabilità è fondata. La facile liquidità e la struttura basata su piattaforma di Arrived rischiano di innescare una dinamica in cui gli acquirenti puntano sulle aree «ad alta crescita», esacerbando potenzialmente le disuguaglianze geografiche e aumentando la volatilità del mercato immobiliare. Cosa succede ai prezzi quando tutti si precipitano sul mercato contemporaneamente? Cosa succede alle case quando tutti fuggono in massa? Sappiamo come va a finire. Non bene.
Coloro che affermano di sostenere il libero mercato potrebbero storcere il naso di fronte a regolamentazioni che impongono limiti rigorosi alle transazioni, ma quelle stesse persone sembrano altrettanto entusiaste di «democratizzare» la partecipazione verso gli aspetti peggiori del sistema di locazione, diluendo di fatto la responsabilità e concentrando il potere nelle mani di pochi. In un altro momento storico, avremmo potuto riconoscere tutto ciò come tirannia, o addirittura come una forma di anarchia. È certamente una corsa al ribasso, in cui inquilini e quartieri sono destinati a soccombere.
*David Moscrop è uno scrittore e commentatore politico. Conduce il podcast Open to Debate ed è l’autore di Too Dumb For Democracy? Why We Make Bad Political Decisions and How We Can Make Better Ones (Goose Lane Editions, 2019). Questo testo è uscito su JacobinMag. La traduzione è a cura della redazione.
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