Recovery Fund, ecco dove (e come) investire i soldi. La versione di Girotto (M5S)

Dal blog https://formiche.net/

 Gianluca Zapponini

Il presidente della Commissione Industria del Senato: il sottosegretario Turco ha ragione, il Paese ha bisogno di un grande ente pubblico che funga da motore per la Fase 2. E che aiuti a smistare senza sprechi e con criteri logici i miliardi che stanno per piovere sull’Italia

La battaglia è di quelle storiche per il Movimento Cinque Stelle. Una banca pubblica per cavalcare la ripresa, che possa collocare titoli pubblici e investire nel capitale delle aziende strategiche laddove sia necessario. E perché no, che funga da centralina per spendere al meglio gli 82 miliardi in arrivo grazie al Recovery Fund. La proposta è stata rilanciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e degli investimenti, Mario Turco, dalle colonne di MF-Milano Finanza. Perché la Fase 2, da qualunque parte la si voglia vedere, ha bisogno di un motore che giri forte e che sia azionato direttamente dal Tesoro. Formiche.net ha chiesto un commento a Gianni Girotto, presidente della Commissione Industria del Senato, in quota M5S.

L’ORA DI UNA BANCA PUBBLICA

“Il commento è assolutamente favorevole. Al di là che già oggi il Tesoro possiede il 68% di Monte Paschi di Siena, e degli enormi sforzi che stiamo facendo, e credo si sia visto, con i vari Fondi di Garanzia, Sace e Cdp, sono anni che il M5S propugna questo strumento. Difatti tale indicazione era prevista anche nel programma politico con cui ci siamo presentati alle elezioni del 2018″, spiega Girotto. “Ritengo che, similmente a quanto sta facendo da anni Acquirente Unico per il mercato elettrico, il quale essendo appunto un soggetto interamente pubblico e senza fini di lucro offre elettricità a prezzi molto competitivi, similmente una banca pubblica potrebbe innalzare il livello di concorrenza ed efficienza delle banche, le quali negli ultimi anni si sono spostate troppo dalla cosiddetta economia reale a quella virtuale, con strumenti quali l’Hft (High frequency trading) che permette milioni di operazioni al secondo, con potenziali alti guadagni che però sono solo a vantaggio del sistema finanziario stesso, mentre non hanno ricadute nell’economia reale, se non quelle negative, leggasi la mai dimenticabile crisi dei mutui subprime di fine 2007 e la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato la nullità dei contratti aventi a base i derivati, stipulati da enti pubblici”.

Girotto rafforza la sua tesi ricorrendo anche all’Europa. “A questo primo ragionamento aggiungiamo che l’Ue si è finalmente accorta dell’essenziale ruolo della finanza etica, più efficiente e persino più redditizia di quella tradizionale. Il M5S farà sicuramente tutto quanto è in suo potere per creare un soggetto bancario pubblico che operi il più possibile con tali criteri, per il bene pubblico”.

SOLDI SÌ, MA DOVE?

Parlare di banca di Stato in questo momento non può non chiamare direttamente in causa le risorse pronte a piovere sull’Italia all’indomani del sì dell’Ue al Recovery Fund da 750 miliardi. Perché il rischio spreco, inutile nasconderlo, è in agguato. “Questa banca pubblica potrebbe essere tra i principali veicoli utilizzati per gestire le provvidenze dei grants (sussidi, ndr) europei di cui si parla in questi giorni, e a nostro avviso andrebbero utilizzati per accelerare ed accompagnare la struttura produttiva italiana ad affrontare le varie transizioni in corso e l’economia circolare in generale”, chiarisce il senatore.

“Parlo pertanto della transizione dalle fossili alle rinnovabili (ed efficienza energetica), la transizione della mobilità attuale ad una mobilità sostenibile, e appunto tutti gli altri dossier dell’economia circolare, partendo ad esempio ad un notevole incremento del recupero dei Raee (rifiuti da apparecchi elettronici, ndr), ma in generale il recupero di tutte le materie prime secondarie sulle quali c’è ancora ampio margine di miglioramento. Ricordo anche il tema della rivitalizzazione delle aree interne che passa ad un ritorno della gestione dei boschi, la cui filiera è ad oggi decisamente sottovalutata e mal gestita, a tutto il tema del miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria per le aree interne, che trascinerebbe anche un relativo aumento del comparti turistici relativi, stante la bellezza e numerosità dei borghi di grande valore storico/artistico/culturale”.

SPINTA ALL’AGRICOLTURA

Non è finita. Girotto indica un altro capitolo della produttività. “A questa brevissima e quindi assolutamente non esaustiva lista non può mancare il comparto agricolo, che va aiutato ad utilizzare gli strumenti della cosiddetta Agricoltura di precisione, alle nuove metodologie tipo le culture idroponiche ed in generale in serra ed a specializzarsi sui prodotti a più alto valore aggiunto per i quali le richieste internazionali da sempre sono molto alte. Tutti temi su cui la attesa revisione dei Sad, i sussidi ambientalmente dannosi, richiederà supporto nella fase di transizione. Mi riferisco in particolare ai trasportatori, agricoltori e pescatori, che devono essere aiutati a passare a combustibili più puliti”

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